Al mulino del Filuvigna
La mappa del 1812 illustra il settore orientale dell’insediamento di Feltrone, caratterizzato da una serie di praterie private che occupavano i terrazzi distanti dall’abitato, situati sopra la profonda depressione del torrente Filuvigna.
Lungo questo corso d’acqua, la cartografia dell’epoca registrava un piccolo mulino in legno a servizio delle comunità di Feltrone e Fresis in Comune di Enemonzo. Di quella struttura oggi restano rintracciabili soltanto le opere fondazionali in muratura. L’edificio, sebbene ancora attivo durante la Seconda Guerra Mondiale, fu abbandonato poco dopo, andando incontro a un rapido e totale deperimento.

Sulle tracce dell’antico mulino
Dalla piazzetta di Feltrone si sale verso la chiesetta locale, che custodisce importanti testimonianze artistiche della bottega del Martini. Il sentiero si snoda tra le case del borgo per poi raccordarsi alla strada asfaltata verso Enemonzo.

Passando per la piccola piazza del borgo si trova il monumento ai caduti della Prima guerra mondiale inaugurato nel 1921. Opera semplice del lapicida locale Emilio Danelon, fu fortemente voluta da un comitato cittadino, che ne finanziò la realizzazione raccogliendo fondi attraverso feste popolari presso la latteria e il circolo. L’inaugurazione del 6 marzovide una grande partecipazione collettiva, celebrando l’orgoglio e il ricordo dell’intera comunità.

Abbandonata la carreggiata sulla destra, si scende lungo la storica carrareccia che un tempo conduceva ai terrazzi inferiori, storicamente adibiti alla produzione di foraggio. Il tracciato, ampio e ben mantenuto, attraversa spazi aperti alternati a zone in via di inselvaticamento.

Negli ampi prati residui, la sede stradale tende a farsi meno nitida, mentre la forra del torrente si percepisce come una fitta barriera vegetale: qui, le successioni boschive secondarie stanno progressivamente erodendo le antiche praterie.

Il sentiero prosegue poi attraversando il bosco, in cui sono evidenti gli ingenti danni causati dalla tempesta Vaia del 2018, al termine del oggi è riconoscibile il canale di scarico artificiale e le strutture murarie che sostenevano le macine dell’antico mulino del Filuvigna.

Il percorso di rientro proposto, pur non avendo valenza storica, permette di ricongiungersi agevolmente alla strada asfaltata che collega Enemonzo e Feltrone, completando così l’anello verso il paese.
