Al mulino sul Torrente Seazza
Il Seazza: un torrente a servizio della comunità
La cartografia storica identifica con la lettera N il mulino del Seazza. Rispetto all’impetuoso corso del Tagliamento, questo torrente presentava portate minori. Tale caratteristica permise alla comunità di sfruttarne l’alveo circoscritto per realizzare uno sbarramento che convogliasse l’acqua verso l’impianto. Una piccola roggia deviava il flusso conducendolo alla rosta. L’intera popolazione locale usufruiva di questa struttura, favorita non solo dalla vicinanza all’abitato e dalla presenza di un’agevole mulattiera, ma anche dall’efficienza di un sistema a doppia ruota. Inoltre, il corso del Seazza, scandito da continui dislivelli, garantiva la sicurezza delle sponde anche in caso di alluvione.

Il sentiero e l’accesso alle risorse comuni
Dall’abitato di Preone il percorso sale verso la parte alta del villaggio per poi ridiscendere lungo una comoda mulattiera, storicamente utilizzata per condurre il bestiame ai pascoli montani. Il sentiero segue una linea di dolce erosione naturale e un tempo era frequentato regolarmente dai residenti per accedere alle risorse comuni del versante.

In prossimità del guado sul Seazza, il tracciato si biforca: il ramo di destra conduce ai ruderi del mulino Lupieri.

Architettura e funzionamento del mulino Lupieri
Del mulino oggi rimangono solo alcune delle murature, che ci permettono di cogliere le forme dell’architettura. Al primo piano il mugnaio abitava in pochissimo spazio, mentre al piano terra erano ospitate le macine e le attrezzature. I cereali giungevano in modeste quantità, trasportati a dorso di mulo. Sulla parete rivolta a valle si potevano ammirare le due ruote idrauliche, alimentate da condotte in legno (le gore).

L’esatta collocazione delle ruote è tuttora identificabile: sulla parete meridionale sono visibili i fori da cui fuoriuscivano gli alberi di trasmissione che trasferivano il movimento rotatorio alle macine interne. A monte della struttura, è inoltre ancora distinguibile l’ampia vasca di carico, delimitata da un argine ben conservato.

In questo tratto, il corso del Seazza è modellato da una serie di faglie quasi verticali che creano soglie naturali, capaci di smorzare l’energia cinetica dell’acqua. Tale conformazione rendeva il torrente relativamente sicuro anche durante le piene, nonostante l’accentuata pendenza del rio.

Oltrepassato il guado, ci si addentra in un’area di terreni che, originariamente, erano gestiti collettivamente dagli abitanti del luogo.
