Voltois – Feltrone – Ampezzo Preone Socchieve
Skip to content

Il paesaggio storico

La cartografia del 1812 identifica la via per Feltrone con la strada diretta alla località Nolia. Il tracciato, dopo aver attraversato il torrente Negrona (o Degrona), risaliva un versante storicamente conteso tra le comunità di Lungis, Dilignidis e Feltrone.

Qui, ogni comune gestiva strette fasce di territorio caratterizzate da prati alberati, cedui e zone boschive. Presso l’abitato di Voltois, la gestione forestale era rigorosa: a valle del sentiero il bosco era governato a ceduo, con tagli frequenti ogni 5-6 anni per lo sfruttamento delle ceppaie, mentre a monte veniva conservata la fustaia. Sul versante di Marcolins, invece, prevalevano le proprietà della famiglia Spangaro, destinate a seminativi e prati stabili.

L’antico asse delle terre alte

In prossimità di Voltois, il sentiero assume quasi le dimensioni di una carreggiata, essendo stato ampliato per la messa in opera dell’acquedotto locale, approfittando della ricchezza di sorgenti del versante.

Storicamente, questo asse collegava i due villaggi più elevati della valle, quelli che dipendevano maggiormente dalle risorse del versante. Il primo tratto della strada segnava un netto confine visivo: da un lato la maestosa fustaia, dall’altro il bosco ceduo che, grazie al portamento basso delle fronde, garantiva una luminosità oggi perduta.

L’evoluzione del bosco e confini storici

Attualmente, l’abbandono delle pratiche di ceduazione sta trasformando la copertura arborea verso una fustaia mista e omogenea. Di conseguenza, la rarefazione della luce e l’accumulo di lettiera stanno portando alla progressiva scomparsa della flora tipica del prato stabile.

Lungo il percorso si incontra ancora una sorgente che, oltre ad alimentare la fontana centrale del paese, garantiva l’abbeverata al bestiame durante il rientro serale.

Oltre il guado, il sentiero storico si fa più marcato, arricchendosi di semplici manufatti ed entrando in una zona boschiva in fase di conversione verso la fustaia.

A testimonianza delle antiche dispute confinarie tra i villaggi, si conserva una grande pietra che delimita le terre pubbliche di Lungis e Dilignidis. È un reperto che ricorda come, nonostante l’unità amministrativa del Comune di Socchieve, le singole frazioni abbiano mantenuto l’autonomia nella gestione delle proprietà collettive fino all’Ottocento inoltrato.