Ampezzo – Priuso – Mediis
Lo sguardo di Davanzo
Tra i collegamenti che univano Ampezzo a Socchieve, rivestiva particolare importanza il sentiero che attraversava le località di Chiamesans e Cjavujgnis. Oggi questo tracciato è in parte scomparso tra le due borgate minori. In attesa di un futuro ripristino, l’itinerario è stato rimodulato per transitare attraverso la località Fornace. Questa deviazione offre uno degli scorci più suggestivi su Ampezzo, una veduta molto cara al pittore Marco Davanzo, che proprio qui amava ritirarsi a dipingere. Il percorso include inoltre il guado del torrente Lumiei, percorribile esclusivamente nei periodi di secca.

L’antica mulattiera
Partendo da Ampezzo, si scende lungo la contrada di Brazzoletta, impreziosita da pregevoli esempi di architettura settecentesca, tra cui spiccano le caratteristiche case a loggia e a ballatoio. Ci si addentra così gradualmente nella vasta valle del Teria, le cui acque tendono quasi a scomparire tra i depositi glaciali.

L’antica mulattiera storica è oggi trasformata in una stretta strada asfaltata: il paesaggio, un tempo dominato dalle coltivazioni, ha lasciato il posto a praterie dove non è raro scorgere animali al pascolo. Superato il piccolo ponte sul Teria, si giunge in località Fornace. Dell’antico opificio non resta oggi traccia visibile: al suo posto sorge una casa colonica che, nell’Ottocento, appartenne ai Candotto.

Il borgo di Chiamesans
L’itinerario prosegue per un lungo tratto su asfalto prima di imboccare un . Questo permette di superare il torrente Gleral e di seguirne il corso fino a ricongiungersi con la vecchia mulattiera per Priuso. Sebbene questa sezione sia oggi immersa nel bosco, la vegetazione lascia ancora intravedere chiaramente l’antica via principale diretta a Chiamesans, borgo un tempo soggetto alla giurisdizione di Priuso.

Anche fu un soggetto prediletto da Marco Davanzo. Da qui, il vecchio tracciato è stato recuperato, offrendo un’alternativa pubblica e pedonale alla strada asfaltata. Raggiunta la nuova strada statale, in corrispondenza di una lieve curva a sinistra, si imbocca il sentiero che scende dolcemente lungo il versante del terrazzo glaciale. Seguendo questa importante direttrice, si cala fino al guado del Rio Scanfoç, quasi sempre asciutto, punto d’ingresso ai pianori di Priuso.

Priuso, vasto dominio autonomo
Nonostante i gravi danni subiti durante il terremoto del 1976, che hanno segnato profondamente l’estetica delle tipiche case carniche, il villaggio di Priuso conserva intatti il suo impianto urbanistico e la bellezza della sua chiesa. Anticamente comune autonomo, Priuso vantava un territorio vastissimo che si estendeva fino al Passo Rest, disponendo di notevoli risorse a fronte di una popolazione contenuta. Il collegamento con Mediis (anch’esso un tempo comune autonomo) era relativamente breve. I due villaggi si spartivano le sponde opposte del Lumiei: il versante di Priuso, caratterizzato da un terrazzo fluviale, era particolarmente vocato all’agricoltura, mentre quello di Mediis poggiava su formazioni di conglomerato.

Il sentiero conduceva al greto del torrente proprio dove, sulla sponda di Mediis, sorgeva l’omonimo mulino. La struttura era vitale per entrambe le comunità, poiché gli altri mulini di Priuso, situati nella valle del Tagliamento, erano per lo più di costruzione recente. Sebbene oggi il mulino di Mediis sia ridotto a rudere, è ancora possibile ammirare l’imponente argine costruito per proteggerlo dalle piene del Lumiei. L’arrivo a Mediis avviene risalendo la strada del mulino, passando davanti alle scuole e imboccando il vicolo omonimo, fino a raggiungere la chiesa che segna il cuore del villaggio.
