Voltois – Borgo Siega
La borgata di Voltois sorgeva su un versante impervio e profondamente inciso, collegata al resto del territorio da tre soli sentieri principali. Il primo scendeva verso il torrente Lumiei, ricalcando l’attuale strada per Oltris e Ampezzo; il secondo puntava verso l’alto in direzione di Feltrone; il terzo, infine, si snodava a est verso Borgo Siega di Lungis.
Quest’ultimo percorso, pur essendo il meno strutturato, rivestiva un’importanza strategica: attraversava infatti una serie di ripiani produttivi caratterizzati da nuclei di stalle con tetti in paglia, come nelle località di Taviella o Chiazzis. Proseguendo verso oriente, il sentiero toccava i due borghi di stalle di Degrona, anch’essi immersi in un paesaggio di prati e arativi. All’epoca, le zone boscate erano rare e limitate a specifiche tipologie di “prato boscato”, a taglio o a ceduo.
Oggi quel paesaggio, un tempo quasi privo di alberi, è difficilmente riconoscibile: le fertili balze sottostanti Voltois sono state infatti riconquistate da un fitto bosco di neoformazione. Superato il Rio Degrona (o Negrona), il sentiero raggiungeva Borgo Siega, antico villaggio di segherie e mulini afferente a Lungis.

Caratteristiche del territorio e del sentiero
Nonostante la posizione esposta e la scarsità di suolo fertile intorno alle abitazioni, la borgata di Voltois dominava un settore che diventava produttivo scendendo a valle, come testimoniano ancora oggi le tracce visibili lungo il cammino. Il sentiero si snoda a fianco della chiesa nuova, in un tratto particolarmente scosceso: qui il bosco è sempre stato gestito a ceduo per consolidare il versante e mitigare il rischio di frane.

Dopo una ripida discesa, il percorso attraversava i terreni più fertili e pianeggianti, punteggiati da piccole stalle utilizzate per il ricovero del bestiame durante le mezze stagioni. La è ancora intuibile dall’assenza di affioramenti rocciosi e dalle forme del terreno modellate dall’uomo, sebbene oggi molti di questi spazi siano invasi da rovi o da una vegetazione compatta.

Architettura e viabilità
L’itinerario si sviluppa lungo una successione di terrazzi morenici raccordati da strappi ripidi. Le dimensioni della sede stradale confermano il suo ruolo storico: insieme alla via per Ampezzo, questa mulattiera rappresentava uno dei principali assi di comunicazione del villaggio con il mondo esterno. Nella sezione più prossima al Lumiei, si scorgono i resti di antichi impianti di carpini che costeggiano la strada; un tempo regolarmente capitozzati, questi alberi mostrano oggi fusti imponenti. Per proteggere il sottofondo della mulattiera dal dilavamento meteorico, particolarmente insidioso sui depositi fini della zona, il piano di calpestio fu rinforzato con un rivestimento in sassi, ricavati dalle operazioni di spietramento dei campi limitrofi.

Quasi l’intero tracciato attraversava proprietà private intensamente coltivate. Solo in brevi tratti sono ancora visibili muretti a secco, eretti per impedire al bestiame in transito di invadere le colture; per il resto, i confini erano probabilmente delimitati da recinzioni in legno o siepi intrecciate (“legno vivo”), di cui oggi non resta traccia.
